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Passeggiata: Foro Boario e Foro Olitorio domenica 15 giugno ore 17

L’area pianeggiante compresa tra il fiume Tevere, il Campidoglio, il Palatino e l’Aventino, rivestì nell’antichità un’importanza decisiva per le origini e lo sviluppo di Roma, ma anche prima della nascita storica dell’urbe, tra la fine del II millennio e i secoli iniziali del I millennio a.C. Il porto commerciale di Roma, il Portus Tiberinus, era situato nella zona compresa tra i tre templi sotto la chiesa di San Nicola  in Carcere ed il Tempio di Portunus, il nume tutelare del porto. Alle spalle del porto verso l’interno si estendeva la zona paludosa del Velabrum, che si insinuava nella valle compresa tra Palatino e Campidoglio fino a raggiungere la Valle del Foro Romano. I re della dinastia etrusca ebbero il merito di bonificare queste paludi attraverso la costruzione della cloaca maxima, che sfociava nel Tevere dopo aver descritto una curva subito a nord del Tempio di Ercole Olivario. La tradizione mitologica relativa a questa area lungo il fiume Tevere, molto antica, fa riferimento alla presenza di popolazioni greche ed orientali, ben prima della fondazione di Roma da parte di Romolo: Evandro, Eracle, Enea. In particolare, l’impresa di Eracle contro il gigante Caco riflette molto bene a livello leggendario e mitologico le ostilità che dovettero incontrare i primi viaggiatori e mercanti greci dell’epoca micenea prima, e dell’VIII secolo poi, nel rapporto con le popolazioni locali. Il culto di Ercole presso l’ara maxima nel Foro Boario fu uno dei primissimi culti stranieri introdotti a Roma, e lo stesso Romolo, compresane l’importanza, decise di includere il santuario di Ercole (ora sotto la chiesa di Santa Maria in Cosmedin) nel solco primigenio.La frequentazione di questa zona di Roma da parte di mercanti greci è ben testimoniata a livello archeologico e stratigrafico dal rinvenimento, nell’area archeologica di Sant’Omobono, di abbondante materiale ceramico di epoca geometrica, risalente alla prima metà dell’VIII secolo a.C. Il santuario di Eracle sotto Santa Maria in Cosmedin inizialmente non era altro che un luogo di ritrovo dei mercanti greci, in seguito consacrato alla divinità.A Servio Tullio, alla metà del VI secolo a.C., dobbiamo la sistemazione del Portus Tiberinus, accanto al quale vennero costruiti i santuari di Fortuna, di Mater Matuta e di Portunus. Lo stesso Servio Tullio recinse questa parte di Roma con la sua cinta muraria, lasciandone fuori solo la zona del porto. Dopo una stasi dell’attività edilizia nel V secolo, il IV secolo a.C. vide la ricostruzione dei templi di Fortuna e Mater Matuta, del tempio di Portunus, e la costruzione di un nuovo tempio dedicato ad Ercole accanto all’antica ara maxima. La fase di attività edilizia più fruttuosa in questa zona di Roma risale però al periodo compreso tra la fine del III secolo ed il II secolo a.C. In questo periodo, dopo il completamento della conquista del Mediterraneo da parte di Roma, numerosi lavori furono intrapresi dai censori, approfittando anche di una serie infausta di alluvioni ed incendi che avevano danneggiato gran parte degli edifici lungo il Tevere. Tra le opere più interessanti va ricordata anzitutto la sistemazione degli argini del Tevere, quindi la costruzione del Ponte Emilio, ovvero “Ponte Rotto”, i cui pilastri di sostegno furono edificati dai censori del 179 a.C., mentre le arcate furono poste dai censori del 142 a.C. Ad un mercante romano del II secolo a.C., Marcus Octavius Herrenus, dobbiamo l’altro tempio di Ercole Vincitore (detto anche Ercole Olivario) nel foro boario, il tempio rotondo tuttora ottimamente conservato e situato proprio di fronte alla chiesa di Santa Maria in Cosmedin, accanto alla antica porta Trigemina delle mura serviane.In età imperiale gli interventi più importanti in questa zona di Roma furono costituiti dallo smantellamento del porto fluviale in favore del porto di Ostia. La costruzione dell’emporio di Marmorata e soprattutto i grandi rifacimenti del porto ostiense ad opera di Claudio e Traiano svuotarono di ogni importanza commerciale la zona del foro boario e del foro olitorio.Il foro boario ed il Circo Massimo furono inseriti da Augusto nella XI regio, mentre il foro olitorio rimase nella IX regio; l’area dei templi di Fortuna e Mater Matuta fu fatta rientrare nell’VIII regio.

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